La matrice dei formati digitali

Le newsletter di Facebook, Amazon contro l'Antitrust, Instagram cambia pelle

La matrice dei formati

Era da un po’ di tempo che ragionavo sui tanti formati digitali esistenti, soprattutto quelli usabili sui social media, e volevo trovare un modo per ragionare attorno alla loro evoluzione. Sono arrivato ad una rappresentazione che si basa sulla semplicità di realizzazione e sulla ricchezza del racconto che abilitano. Ma aspetto le tue considerazioni per migliorarla. Buona lettura.

Ho fatto una bella chiacchierata con Mauro Lupi, storico esperto delle cose della rete, sul mio libretto.


📰 News

Facebook ha svelato il suo servizio di newsletter Bulletin. Al momento è in versione beta aperta a pochi volti noti, tra cui Malcom Gladwell. Da quello che si può vedere, il servizio vive fuori da confini del social network.
Quando ci si vuole iscrivere ad una pubblicazione si può usare un’email o loggarsi con le credenziali di Facebook (in questo caso recupera l’email di iscrizione).
Non è chiaro se il creator acquisisca la lista degli iscritti in moda da poterla utilizzare anche per migrare verso un altro servizio o se, come avviene con le newsletter di LinkedIn, sia impossibile. Questo ovviamente è un punto chiave.
Da un punto di vista estetico non vedo particolari novità, mi sembra una copia di Substack.
Il punto di forza, momentaneo, è che i creator che decideranno di imporre un prezzo potranno tenere l’intero ricavato per sé. Ad un certo punto, però, Facebook chiederà una percentuale, com’è gli altri fornitori.
Non è ancora chiaro, invece, quanta visibilità sarà data alle newsletter nei feed degli utenti. Questo sarebbe un bel vantaggio.
Insomma ancora tutto molto fumoso, in Substack possono tirare un sospiro di sollievo.

Instagram sta per cambiare. Adam Mosseri ha annunciato che presto gli utenti vedranno video a tutto schermo nel loro feed, anche di persone non seguite. La svolta potrebbe essere radicale, segno che la pressione di TikTok non accenna a diminuire.

Amazon ha chiesto alla Federal Trade Commission di sollevare dall’incarico di presidente Lina Khan per mancanza di imparzialità. La giurista era stata voluta dall’amministrazione Biden proprio per il suo approccio critico al potere delle grandi aziende tecnologiche. La più famosa è racchiusa nell’articolo del 2017 “Amazon’s Antitrust Paradox”.
Tra l’altro in settimana sono state respinte due cause della FTC contro Facebook perché il giudice ha deciso che non si riesce a definire quale sia il mercato dei social network. Forse il giudice non ha letto il paper di Boyd/Ellison (2007) che identifica 3 caratteristiche dei social: la possibilità di creare un profilo personale, di creare una lista di amici e di esplorare la propria rete e quella degli amici. Ma il tema è: Facebook fa parte di un mercato di social, del mercato dell’advertising o di un sotto mercato del social advertising? Se non si definisce il perimetro è impossibile decidere se è in una posizione di monopolio. In ogni caso c’è aria di tempesta.

La scorsa settimana l’azienda di Bezos ha comprato l’app di messaggistica Wickr, nota per la suo elevato grado di sicurezza. In precedenza, aveva provato a mettere le grinfie su Signal.

Apple conserva 8 exabyte (miliardi di miliardi) di dati nei data center di Google, spendendo 300 milioni all’anno. Tra l’altro li usa per vendere agli utenti iCloud (che mi sembra poco sensato a meno che non generi alti margini). Apple è il cliente più grande di Google e viceversa perché l’azienda di Moutain View paga tra gli 8 e i 12 miliardi per essere il motore di ricerca dei sistemi operativi di Cupertino.

TikTok ha iniziato ad ampliare la durata dei suoi video. Dai 15 secondi iniziali, si era già passati ai 60 secondi, ed ora arriva la notizia che tutti potranno creare video di 3 minuti.
Io sospetto che in futuro la durata si allungherà ancora di più perché non penso che ByteDance lascerà la pubblicità nei video a YouTube e Facebook.

Intanto ha anche l’app cinese i suoi problemi con i comportamenti degli utenti. Nel primo trimestre del 2021 sono stati bloccati oltre 71 milioni di account creati per automatizzare l’engagement (BOT) e 62 milioni di video sono stati rimossi per aver violato le regole.

Tim Berners-Lee, tramite la casa d’aste Sotheby’s, ha venduto il codice sorgente che diede vita al World Wide Web per 5,4 milioni di dollari, sotto forma di NFT (ne avevo parlato qui). Il codice in realtà è di pubblico dominio, l’NFT è solo un certificato di proprietà di quella che si può considerare una sorta di opera d’arte.

Sensori indossabili: un gruppo di ricercatori è riuscito a stampare dei sensori direttamente sulla pelle umana senza uso di calore. I sensori sono in grado di rilevare continuamente e precisamente dati sulla temperatura, umidità, livelli di ossigenazione del sangue e battiti cardiaci. Un esperimento che ci fa intravedere un futuro di ibridazione tra uomo e tecnologia.

GETTR è il nome del nuovo social media lanciato da Jason Miller, ex spokesman di Trump. Al momento pare essere un clone di Twitter pieno di bug e problemi di sicurezza, oltre che messaggi di odio. Non durerà molto.


📈 Stats

Email Marketing in Italia:

  • Per le DEM B2B l’Open Rate medio è del 15%, il CTR è dell’1,49% e il CTOR è del 9,9%.

  • Per le newsletter B2B l’Open Rate è del 15%, il CTR è dell’1,5% e il CTOR del 10,1%. Dati MailUp.

Influencer Marketing: IAB ha stimato il Creator Marketing in Europa in 1,3 miliardi nel 2020. La metodologia non è chiara, ma ti lascio la presentazione.

VR: Facebook dovrebbe riuscire a vendere almeno 8 milioni di Oculus Quest 2 nel primo anno ossia oltre 2 miliardi di ricavato, ma su 5 miliardi di perdite.

Advertising: GroupM ha stimato che 5 aziende rappresentano il 46% del fatturato pubblicitario: Google, Facebook, Amazon, Alibaba e ByteDance.


🔧 Tools & Tips

Facebook Distribution Score: è una nuova metrica che sta gradualmente apparendo sotto i post delle pagine e visibile solo agli amministratori. Indica se la distribuzione di quel contenuto è superiore o inferiore alla media e cioè se l’algoritmo la spinge organicamente più del solito. L’algoritmo si basa su 5 fattori principali:

  • Impression

  • Le reazioni, i commenti e le condivisioni

  • I click sul contenuto

Se il contenuto è un video incidono:

  • Il tempo trascorso a guardarlo

  • Il numero di volte che il video è stato visto per almeno 1 minuto

  • Le reazioni, i commenti e le condivisioni

Facebook sta iniziando a diffondere anche la possibilità di acquista “stelle” da donare ai creator.

Nvidia Canvass: tu scarabocchi qualcosa e l’Intelligenza Artificiale ne ricava delle immagini realistiche. Utile per esplorare idee nuove, più velocemente. Scaricabile la beta.


🎁 Goodies

Nel 2003 Barrett Lyon, un ricercatore della California State Univesity, creò una entusiasmante rappresentazione delle reti che componevano Internet. Ora lo ha rifatto e si è prodotto anche in un’animazione che ripercorre l’intero sviluppo del web dal 1997 ad oggi. L’immagine mostra una rete che in alcuni punti appare troppo centralizzata e dipendente da pochi punti di accesso (ad esempio nei paesi dittatoriali).
Le linee bianche rappresentano le backbone, in blu l’America del nord, in rosso l’Asia, in giallo l’Africa e in verde l’Europa. Su Wired qualche dettaglio in più.

I Dinosaur Jr., che hanno accompagnato la mia adolescenza, ancora sono in forma. Buon fine settimana!